La giurisprudenza del Consiglio di Stato dal 22 al 26 settembre 2025
Nella quarta settimana di settembre 2025 la quinta sezione del Consiglio di Stato ha pubblicato due sentenze in tema di contrattualistica pubblica in vigenza del nuovo Codice dei Contratti:
- Consiglio di Stato 7461/2025 in tema di indicazione dei costi della manodopera in caso di subappalto;
- Consiglio di Stato 7465/2025 in tema di termine minimo dell’esecuzione di un appalto integrato.
Consiglio di Stato 7461/2025 del 23 settembre 2025
ALFA contesta l’aggiudicazione a BETA dell’affidamento di lavori per la realizzazione di una seggiovia perché l’indicazione die progettisti era stata sottoscritta da un dipendente e non dal legale rappresentante di BETA e perché nell’offerta ci sarebbe stata una indicazione di costo della mano d’opera di euro 600.000 circa, a fronte del valore fissato dalla STAZIONE APPALTANTE in euro 1.550.000 circa.
Il TAR respinge le doglianze di ALFA e il Consiglio di Stato ora conferma la sentenza di primo grado affermando che l’indicazione dei progettisti richiede necessariamente la sottoscrizione del legale rappresentante e che l’indicazione dei costi della manodopera di BETA era conforme al valore fissato dalla STAZIONE APPALTANTE perché il riferimento a 600.000 euro si riferivano ai soli costi aziendali diretti senza considerare quelli relativi alla quota di esecuzione subappaltata da BETA, che invece devono essere sommati.
Consiglio di Stato 7465/2025 del 23 settembre 2025
La STAZIONE APPALTANTE ad ALFA una gara per un appalto integrato da oltre 53 milioni di euro per le opere di urbanizzazione connesse all’ampliamento di un centro agroalimentare. BETA lamenta che l’offerta temporale di ALFA viola la lex specialis, perché il ribasso temporale proposto porta a 498 giorni per l’esecuzione dei lavori, al di sotto del minimo di 500 giorni fissato dal disciplinare e il TAR Lazio, nella sentenza n. 8817/2025, accoglie il ricorso interpretando la clausola di gara nel senso che il termine minimo dei 500 giorni si riferisca alla sola esecuzione dei lavori.
ALFA ricorre al Consiglio di Stato affermando che l’offerta rispetta il termine minimo, perché i 500 giorni devono essere riferiti all’intero appalto integrato (progettazione più lavori) e non solo alla fase esecutiva. Il Consiglio di Stato accoglie l’appello riconoscendo che la lex specialis, letta in modo sistematico e coerente con la natura dell’appalto integrato, richiede di verificare che sia comunque superiore a 500 giorni il termine complessivo che nell’offerta era fissato in 842 giorni e e quindi conferma la piena validità dell’offerta di ALFA e la correttezza dell’aggiudicazione da parte della STAZIONE APPALTANTE.
